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LAVORO: prescrizione dei crediti da lavoro

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La
prescrizione è un diritto temporale entro il quale ogni lavoratore
deve scrupolosamente attenersi quando vanta dei crediti dal suo
datore di lavoro.

Le
retribuzione e/o le spettanze a qualsiasi titolo vantati dal
dipendente devono essere richiesti al datore di lavoro tenendo conto
dei vari tempi detti prescrizionali. E’ buona regola procedere
sempre tempestivamente per evitare che il credito venga dichiarato
prescritto e quindi, trovarsi nella condizioni spiacevoli di non
poter più avanzare pretese.

Per
far valere i propri diritti è indispensabile che il lavoratore
subordinato, nel caso di spettanze retributive non ricevute, invii
una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, nella quale indichi
tutte i crediti vantati. Questa missiva assume il titolo di
costituzione in mora e nello stesso tempo blocca i termini di
prescrizione, questo passo è fondamentale per reclamare i propri
diritti e per evitare di non ottenere nulla.

Dobbiamo sapere che i termini di prescrizione non sono tutti uguali,
variano in base al titolo di credito vantato dal lavoratore, ebbene
dunque, stare attenti e rispettarli.

L’art. 2946 del c.c. (salvi i casi in cui la legge dispone
diversamente) dispone che i diritti si estinguono per prescrizione
dei termini con il decorso di 10 anni, e può essere fatta valere
per ottenere il riconoscimento del diritto alla qualifica superiore,
il riconoscimento al risarcimento del danno per mancato pagamento di
contributi e da violazioni inerenti i contratti di lavoro, inoltre,
anche nel caso di risarcimento per svolgimento di lavoro con
qualifica a mansioni inferiori.

Per ottenere il pagamento delle retribuzioni, dei contributi
previdenziali e delle altre indennità che spettano al lavoratore in
occasione della cessazione del rapporto di lavoro , quali, ad
esempio, TFR o indennità‘ sostitutiva del preavviso, la prescrizione
in questi casi è di 5 anni (art. 2948 c.c.)

I crediti relativi alle retribuzioni corrisposte per periodi
superiori al mese, quali tredicesime e quattordicesime, così anche
provvigioni e premi di produzioni la prescrizione è di 3 anni
(art.2956 c.c.)

I crediti relativi alle retribuzioni corrisposte per periodi non
superiori al mese, quale compensi per lavoro straordinario o compensi
di maggiorazione per lavori extra per esempio notturno, la
prescrizione in questi casi è di 1 anno (art. 2955 c.c.)

E’ comunque a carico del lavoratore dover provare il mancato
pagamento delle proprie spettanze, nel caso in cui sia difficile
provarlo e il datore di lavoro conferma di aver pagato, sarà
difficile ottenere quanto di spettanza, in questi casi è sempre
buona norma conservare ogni documento valido che dimostri il diritto
per avere quanto spettante e per provare di vantare il credito.

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E’ chiaro dunque, per far valere in un’aula di Tribunale i propri
diritti derivanti dai rapporti di lavoro è necessario che il
lavoratore si attivi entro i termini predefiniti dalla legge,
altrimenti egli non potrà più ottenere nessuna tutela.

La prescrizione decorre, di regola, dal giorno in cui il diritto può
essere fatto valere, e cioè da quando il datore di lavoro non abbia
assolto gli obblighi derivanti dal contratto di lavoro.

Il datore di lavoro ha l’obbligo di versare i contributi
previdenziali ed assistenziali ai propri dipendenti, nel caso di
omissioni e/o ritardato al pagamento o versamento insufficiente dei
contributi, il lavoratore può attivare due azioni legali differenti
per il riconoscimento dei propri diritti, ne può chiedere il
risarcimento del danno, qualora dalla inadempienza contributiva sia
conseguita la perdita totale o parziale del diritto alla prestazione
assicurativa, in questo caso, la determinazione del danno risulta
data dalla differenza tra quanto percepito dal dipendente a titolo di
pensione e quanto lo stesso avrebbe dovuto percepire se i contributi
fossero stati regolarmente versati.

C’è un altro aspetto di rilievo importanza nei rapporti di lavoro, e
riguarda il lavoro svolto senza le necessarie garanzie dettate da
contratto, in questi casi, la prescrizione dei crediti retributivi
resta sospesa nel corso del rapporto medesimo ed inizia il suo
decorso solo alla sua cessazione.

Il lavoratore in quest’ultimo caso potrà attendere che il lavoro sia
cessato per rivendicare i propri diritti retributivi nei confronti
del datore di lavoro.

Rientrano nei diritti non retributivi tutti quei casi che non
riguardano i pagamenti della retribuzione, ma riguarda altre
spettanze dovute al lavoratore, per esempio, il diritto al
riconoscimento della qualifica superiore, il diritto al risarcimento
del danno da demansionamento, il risarcimento del danno derivante da
infortunio sul luoghi di lavoro, in tutti questi casi la prescrizione
decorre durante il rapporto di lavoro.  

Per consulenza chiamare i numeri sotto descritti: 

                                                                                A.E.C.I. Associazione Europea Consumatori Indipendenti
                                                                                                                REGIONE SICILIA  

                                                                                           Via Vincenzo Di Marco n. 19 – 90143 Palermo

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                                                                                                e-mail: palermo1@euroconsumatori.eu 

Articolo a firma del responsabile Agostino Curiale che si assume
totalmente la responsabilità del contenuto del presente articolo. Per comunicazioni
dirette scrivere a: palermo1@euroconsumatori.eu

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