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PRESCRIZIONE CARTELLE DI PAGAMENTO | Giurisprudenza Romana

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Le cartelle di pagamento di Equitalia hanno tutte un termine di prescrizione, ossia una data di scadenza oltre la quale nulla è più dovuto con conseguente cancellazione del debito.

    Non esiste un unico termine di prescrizione valido per tutte le cartelle, questo perché ad estinguersi non è la cartella in sé bensì il credito in essa contenuto, che rappresenta il vero motivo per il quale la cartella è stata notificata.

    Potrebbe capitare che la stessa cartella esattoriale contenga la richiesta di pagamento di più tipologie di credito, in questo caso ci sarebbe una sorta di scissione del debito, con termini di prescrizione differenti (ad esempio 10 anni per un debito IRPEF e 5 anni per un debito derivante da una multa stradale).

    In tali casi la cartella risulterà parzialmente prescritta per i debiti scaduti mentre risulterà valida per quelli che ancora non sono scaduti.

    Occorre specificare che la prescrizione decorre dalla data in cui l’importo è dovuto, tutte le cartelle hanno, infatti, al loro interno, una pagina nella quale viene indicato in modo dettagliato l’elenco degli importi di cui si chiede il pagamento, la causale e soprattutto l’anno a cui tali importi si riferiscono ed è proprio da queste indicazioni che deve partire l’indagine del contribuente.

    Analizziamo ora i singoli termini di prescrizione delle cartelle di pagamento, che, come detto, dipendono dalla tipologia di tributo in essa indicato:

  1. I tributi erariali (IRPEF, IVA, IRES, Imposta di Registro, Imposte ipocatastali, Canone RAI, Diritti della Camera di Commercio Industria Artigianato Agruicoltura) si prescrivono tutti in 10 anni e vanno impugnati innanzi alla Commissione Tributaria;
  2. I tributi locali periodici (TASI, TARSU, TARI, ICI, IMU) si prescrivono tutti in 5 anni e vanno impugnati innanzi alla Commissione Tributaria;
  3. Il Bollo auto si prescrive in 3 anni, tale termine inizia a decorrere dall’anno successivo a quello in cui il tributo è dovuto (ad esempio, per il bollo auto 2010 il termine di prescrizione inizia a decorrere dall’1 gennaio 2011) e si impugna innanzi alla Commissione Tributaria;
  4. Le sanzioni per omesso o ritardato pagamento di qualsiasi tipo di tributo (tributi erariali, tributi locali periodici, bollo auto) si prescrivono tutte in 5 anni e vanno impugnate innanzi alla Commissione Tributaria;
  5. I contributi INPS e INAIL dovuti per i periodi antecedenti al 01/01/1996 si prescrivono in 10 anni e vanno impugnati innanzi al Tribunale Ordinario sezione lavoro;
  6. I contributi INPS e INAIL successivi al 01/01/1996, i contributi dovuti da artigiani esercenti attività commerciali e lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata, i contributi minori (DS, TBC, ENAOLI, SSN) si prescrivono in 5 anni e vanno impugnati innanzi al Tribunale Ordinario sezione lavoro;
  7. Le multe stradali si prescrivono in 5 anni e vanno impugnate innanzi al Giudice di Pace;
  8. Le sanzioni diverse da quelle per l’omesso o il ritardato versamento di tributi si prescrivono in 5 anni e vanno impugnate innanzi al Giudice di Pace.

    Equitalia può interrompere il termine di prescrizione dei singoli tributi notificando al contribuente uno dei seguenti atti o con raccomandata a/r oppure con posta elettronica certificata (si specifica che la posta semplice non è sufficiente, in questo caso infatti mancherebbe a Equitalia la prova dell’avvenuta notifica):

  1. La medesima cartella di pagamento;
  2. Un’intimazione di pagamento;
  3. L’atto di pignoramento;
  4. Il preavviso di iscrizione di fermo del veicolo o di ipoteca sull’immobile.

    Tali atti determinano l’interruzione della prescrizione con la conseguenza che il termine inizia a decorrere nuovamente da capo il giorno successivo alla notifica dell’atto stesso.

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    Va fatta una precisazione importante, ossia se la cartella esattoriale è stata oggetto di una causa perché il contribuente l’ha impugnata e il giudizio termina con una sentenza di condanna per quest’ultimo, in questo caso la prescrizione è sempre di 10 anni. Ciò avviene perché a prescriversi non è più la cartella esattoriale ma la sentenza e tutte le sentenze si prescrivono dopo 10 anni.

    Occorre ricordare che qualora il contribuente avesse perduto la cartella esattoriale può sempre chiedere allo sportello di Equitalia l’estratto di ruolo.

    Se dall’estratto di ruolo risultassero delle cartelle che il contribuente non ha mai ricevuto, allora solo in questo caso l’estratto di ruolo può essere impugnato in Tribunale, in tutti gli altri casi infatti l’estratto di ruolo non è mai impugnabile.

    Da tale discorso consegue che, se nell’estratto di ruolo sono indicati dei crediti prescritti, l’unico modo per difendersi è quello di presentare un’istanza in autotutela da inviare a mezzo raccomandata a/r oppure per posta elettronica certificata, sia all’amministrazione titolare del credito che, per conoscenza, anche a Equitalia, con la quale si richiede lo sgravio della cartella esattoriale per intervenuta prescrizione.

Avv. Luca Serafino De Simone

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